giovedì 21 maggio 2009

relativamente assoluto

Son bastate poche parole dette da una conoscenza nuovissima per mettere in dubbio tutto quello che finora mi ha caratterizzato. Che fosse tutto preceduto dal prefisso auto- lo sapevo di già, ma mi ha stupito associare la parola celebrazione... auto-celebrazione... E' senz'altro un concetto interessante perfino in questo contesto che mi vede giudice relativamente assoluto. Ma devo ammettere che questa definizione mi ha lasciato un pò sorpresa, farebbe cadere tanti castelli in aria, in cui mi sono rifugiata come una damina dell'ottocento, con un vestito largo e il sentimento come fine ultimo. Forse è bene che si frantumino questi frutti della mia fantasia, è bene chiudere "i canali" e ritrovarsi sulla strada al freddo, coi piedi nudi e la sensazione di essere vivi e parte di questo mondo, che va al di là dell'etere, fatto di quotidianità, di contatto materiale. Del resto l'effetto è la cosa importante, e l'effetto è la vita di tutti i giorni, e io sono l'effetto del mio passato e... cazzo è vero, se ci penso forse è proprio azzeccato, io sono innamorata di me stessa, della persona che sono oggi. Un piacere perverso accompagna le memorie anche non del tutto felici, facendo lievitare il mio ego. Non avevo pensato a questo risvolto, è capitato! Ma visto che ci sguazzo in questo egocentrismo smisurato, mi dico che non è poi la cosa peggiore che potesse succedere. Sono solo io e io piaccio a me stessa.

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