domenica 18 gennaio 2009

qualcosa di privato

Domenica mattina, fuori è freddo, il london eye è coperto da una nuvola, io sono ancora a letto, col computer sulle ginocchia, il sapore del caffè ancora in bocca, e la mente che spazia, ha già toccato tutte le persone che mi stanno a cuore, è già stata in tutti i posti che non ho ancora visto e poi placida ma impaziente ritorna al presente, a questa mattina dolce e pigra.
Quante cose vorrei fare, dire, toccare, assaporare e il tempo sembra sfuggirmi ancorato alla quotidianità, che intrappola la mia intrepida esistenza e spinge la mia fantasia ancora più lontano.
Alcuni ricordi, accompagnati dalla musica che ho scelto fanno capolino, ricordi che profumano di tempo passato, che mi fanno traboccare il cuore di nostalgia, e mi fanno sorridere anche quando le lacrime mi premono gli occhi. E il sentimento più bello che mi accompagna è quello di essere parte di qualcosa di grande e perfetto ai miei occhi, vedo in me quei gesti, quei movimenti conosciuti, che mi danno un senso e mi rendono giustizia.

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